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Chi sono? Domanda scomoda!
 
Ho conosciuto un monaco buddista che si poneva questa domanda ogni giorno ininterrottamente da più di 40 anni quindi, per rispetto al mio amico, scriverò una risposta alternativa.
 
Diciamo che sarebbe più giusto dire a cosa mi dedico e quali sono le mie passioni.
 
Quindi sono… no, scusate; mi chiamo Gustavo Kuzel.
 
Una delle mie passioni è la fotografia che con il tempo è diventata anche il mio lavoro.
 
Sono soprattutto un ritrattista e cerco questo fondamentale dettaglio perfino nello sport o al meno la figura umana in un paesaggio, anche astratto.
 
Ho scelto all’inizio di impegnarmi tanto per diventare un fotografo matrimonialista perché era dove il ritratto aveva la percentuale maggiore degli scatti fatti.
 
Ho dato una mano a fotografi importanti, fino a quando mi sono accorto che buona parte delle fotografie scelte dagli sposi erano fatte da me.
 
Fu così che decisi di camminare coi miei piedi diventando indipendente e ad oggi ho fotografato più di 500 matrimoni.
Ma sono anche a tutti gli effetti un fotoreporter quindi, è più forte di me, difficilmente mi sfugge un particolare. Infatti non chiudo mai l’occhio sinistro mentre il destro inquadra dentro l’oculare della macchina.
 
Così i miei matrimoni hanno le immagini di tutto ciò che è la giornata.
 
Ovviamente gli sposi sono i principali protagonisti, non vi è alcun dubbio, ma i nipotini vestiti di tutto punto, la nonnina che abbraccia la sposa, le bomboniere preparate con l’aiuto delle sorelle, i gemelli indossati dallo sposo che fino a qualche giorno prima erano del papà e prima ancora del papà di suo papà, gli abbracci tra due zii, fratelli che non si vedevano da tempo, ed i balli senza scarpe mentre si desidera che quella sera non finisca mai…
 
Con il tempo mi sono dedicato anche alla fotografia di golf e di equitazione, nello specifico di salto ad ostacoli.
 
Se non altro, essendo un perfezionista, in tutto quello che faccio ci metto l’anima e così, anche ciò che non doveva essere tanto importante all’inizio, è diventato qualcosa di enorme.
 
Per dire, lo scorso anno ero uno dei fotografi ufficiali all’Open di Golf di Roma direttamente per la Federazione Italiana di Golf. Un riconoscimento per me, arrivato inaspettato che ha fatto traboccare il vaso della mia autostima, confermandomi che il modo di lavorare che ho è sulla buona strada.
 
In effetti, sono quasi 20 anni che quel mondo mi abbraccia affettuoso, e faccio davvero fatica a non trovarmi a casa in una qualunque club house in giro per l’Italia intera.
 
Ho visto i “miei” ragazzini letteralmente crescere e diventare insegnanti di golf, grandi campioni internazionali, e perfino direttori di circolo.
Da qualche anno ho ideato e messo in pratica un mio circuito di gare di golf che ho chiamato Gus Kup, una gara goliardica che celebra l’amicizia e l’importanza dello stare insieme al di là del risultato finale.

Ho persino creato alcune regole che non esistono in nessuna gara di golf al mondo (fra cui la “Destiny Hole”) e che, oltre ad essere state accettate di buon grado, confermano che anche in questo sport c’è un vero e sano divertimento non sempre necessariamente competitivo.

I servizi fotografici con i cavalli sono fra i più toccanti; quella sintonia fra cavallo e cavaliere/amazzone è molto visibile e sentita. Non riesco a tenermi fuori da quella magia che rapisce anche me mentre scatto. Starei ore ed ore a guardarli comunicare e stare insieme.
 
Nella fotografia mi sono sempre messo al posto di chi riceve, a cui, in fondo, non importa nulla di tecnica, di sensori, post produzione né modello usato per il servizio.
 
Documento la persona ed il suo ambiente, in un contesto specifico (lavoro, evento o svago), in quel preciso momento importante, o, se il momento è banale, mille volte vissuto e ripetuto, allora cerco di renderglielo importante io.
 
Nel mio studio (che chiamo Studio FotograFiiico) mi perdo a fare dei ritratti e delle ricerche con il bianconero nella mia Blackroom. I book li contestualizzo tra studio ed esterni.
 
Nel mio studio tengo anche lezioni di fotografia, il più delle volte singolarmente dove faccio anche provare le mie macchine, obiettivi, luci, e programmi di fotoritocco.
 
Avrei voluto io un insegnante tutto per me per fare le mille domande che avevo allora!
Infatti tutti i tutorial che ci sono in rete non potranno mai sostituire il rapporto umano e la possibilità di vedere negli occhi dell’allievo se sta capendo o no, se c’è bisogno di approfondire un argomento, di capire qual è la parte della fotografia che più gli interessa, di valutare e suggerire correzioni alle sue immagini ed infine, di complimentarsi con lui ed invogliarlo a continuare a crescere.
 
Chi sono? Ancora?
 
Sono a tutti gli effetti anche un COACH; un’altra delle mie passioni ha trovato una forma definitiva.
 
Il COACH è quella figura professionale che aiuta un’altra persona a raggiungere i propri obiettivi attraverso domande che stimolano la riflessione ed ispirano nuovi modi di vedere la realtà.
 
Il coaching può essere applicato all’interno di un’azienda, di un progetto personale, in una prestazione sportiva, nella famiglia.
 
Posso dire di fare il Coach con amore, ritenendo che ogni persona abbia una risorsa ricchissima dentro sé e mettendo le mie esperienze personali come esempio di limiti abbattuti e situazioni ideali raggiunte.

Se sei arrivato fin qua leggendo allora complimenti per la tua determinazione!

Sappi che c’è di più di quanto ho scritto, ma potrebbe essere poco interessante ai fini del sito e dell’intenzione di comunicazione che questo ha.
 
Ok, sei curios@ quindi ti racconto che sono pure un ex-infermiere di cardiochirurgia, sono un musicista compositore e collaboro nelle Human Resources di un’agenzia nel dipartimento di ricerca e selezione personale.
 
Mi fermo qui, anche se il mio amico monaco direbbe che sono ancora di più e di più ancora, e che soprattutto sono già tutto ciò che sarò.
Siamo UN SOGNO DI DIO con il dono del libero arbitrio.
Gustavo kuzel

video

Ecco qui un recente lavoro: Video realizzato per LA DAMA DEL CERVO, pietre preziose valorizzate al meglio grazie alle inquadrature ed allo studio sull’illuminazione.

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